Il ruolo dei sensi nel viaggio astrale

viaggio astrale sensi

L’esperienza del viaggio astrale

Oggi affrontiamo un tema particolare, avanzato e affascinante: il ruolo dei sensi nei viaggi astrali. Un argomento che nasce da un’esperienza fresca, vissuta solo pochi giorni fa, e che – come spesso accade – arriva non per caso. Quando certe esperienze si presentano con forza, è perché chiedono di essere condivise. Forse per rispondere a qualcuno. Forse proprio a te che stai leggendo o ascoltando.

Puoi approfondire gratuitamente nel triplo formato video, audio e scritto che trovi scorrendo questa pagina.

Il mondo astrale e il viaggio tra dimensioni

Il lavoro astrale

Il lavoro astrale: spegnere per accendere

Durante la notte, quando la mente razionale si affievolisce e le strutture della routine quotidiana si sciolgono, si apre uno spazio diverso. Uno spazio in cui la coscienza può esplorare.

Il lavoro astrale nasce proprio da questo:

  • silenziare la parte analitica,
  • lasciare andare il controllo,
  • permettere alla coscienza di muoversi oltre i confini del corpo fisico.

Non si tratta di fuga, ma di esplorazione consapevole.

Spesso questi viaggi non vengono programmati. Accadono. Ti “portano” dove devi andare. Come se un’intelligenza più ampia orchestrasse il percorso.


I tunnel tra le dimensioni

In questa esperienza recente, il viaggio è iniziato in modo spontaneo. Una proiezione rapida, come un passaggio in un tunnel di luce. Poi i flash. Immagini. Mondi.

Non uno solo. Più dimensioni.

Ogni passaggio era come un salto tra realtà differenti. E ciò che colpisce non è solo il cambiamento di scenario, ma la variazione di densità e complessità:

  • Alcune dimensioni apparivano quasi bidimensionali, come cartoni animati.
  • Altre mancavano della componente emotiva.
  • Altre ancora erano incredibilmente dettagliate, iper-realistiche.
  • In alcune percepivi solo energia, in altre struttura e forma.

Nei punti di intersezione – come finestre sospese tra due mondi – era possibile percepire entrambe le realtà contemporaneamente. Un’esperienza profondamente affascinante: vedere il cambiamento della “simulazione” mentre accade.


Quando il tatto entra in gioco

Ed ecco l’aspetto più sorprendente.

Dopo diversi passaggi, è accaduto qualcosa di inedito: la densificazione della coscienza.

Non solo vedere.
Non solo sentire suoni o odori.
Ma toccare.

Il tatto è apparso in modo netto. Il muro. Gli oggetti. La solidità.
Una percezione fisica autentica.

Ed è lì che qualcosa cambia.

Perché se normalmente in astrale puoi attraversare i muri, in quel momento no. La densità aumentata rendeva l’esperienza concreta. Quasi materiale. E con la concretezza arriva una domanda improvvisa:

“E adesso come torno indietro?”

È stato un istante. Un accenno di paura. Un’ansia sottile. Il timore di restare “bloccato”.


Il meccanismo di sicurezza della coscienza

Quando la coscienza incontra qualcosa che non riesce a incasellare, attiva un meccanismo naturale di salvaguardia.

La paura – anche minima – diventa il segnale di ritorno.

In pochi istanti, il viaggio si è invertito:

  • tunnel al contrario,
  • rientro rapido,
  • riapertura degli occhi nel letto.

Cuore accelerato. Consapevolezza piena. Memoria lucida dell’esperienza.

Il corpo fisico è tornato al centro, come se nulla fosse accaduto.
Eppure era accaduto tutto.

I sensi nel viaggio astrale

I sensi: strumenti di radicamento o di limitazione?

Da questa esperienza nasce una riflessione profonda.

I sensi servono a vivere l’esperienza.
Ma servono anche a radicarci in una dimensione.

Più sensorialità = più densità.
Meno sensorialità = maggiore mobilità.

È come se i sensi fossero:

  • ancore che ti tengono dentro l’esperienza,
  • oppure interruttori che puoi modulare.

Se attivi il tatto, l’udito, l’olfatto in modo intenso, la coscienza si stabilizza nella dimensione in cui si trova.
Se li attenui, ti sganci più facilmente.

Il viaggio astrale, quindi, non è solo movimento tra mondi, ma gestione consapevole della propria densità percettiva.


Paura e potere personale

Trovarsi in una dimensione in cui si percepisce la materia, lo spazio, la solidità, può attivare emozioni forti. È normale.

Ogni esperienza astrale mette in luce:

  • la tua forza,
  • la tua capacità di interazione con energia e materia,
  • il tuo livello di fiducia.

Anche dopo anni di pratica, ogni viaggio è unico. Ogni esplorazione è nuova. Ogni “upgrade” porta con sé una lezione.

E forse il messaggio è proprio questo:
non si smette mai di fare domande. Non si smette mai di cercare.


Una condivisione, non una verità

Questa non è una dottrina. È un racconto.
Una condivisione di esperienza.

Forse ti ispirerà a esplorare.
Forse ti aiuterà a comprendere qualcosa che hai vissuto.
Forse ti darà solo uno spunto di riflessione.

Ma se sei arrivato fin qui, probabilmente non è un caso.

Consigli finali

Conclusione

Il viaggio della coscienza non è evasione.
È conoscenza.
È crescita.
È scoperta continua.

Partecipa alla lezione gratis (Ultimi 16 posti disponibili)

Evento gratuitoEvento gratuito

Related posts

Leave a Comment